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martedì 15 gennaio 2008

Caso: INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.

Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come Razionalizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero.

Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.

L' incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell' ambiente e della salute. E’ inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l'immissione sistematica e continua nell’atmosfera (di milioni di m3) di fumi, polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.

La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.

Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.

Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).

L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:

1. Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
2. Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
3. A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;
4. Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.

TUTTI GLI UOMINI SONO RESPONSABILI DELL’ AMBIENTE,
I MEDICI LO SONO DOPPIAMENTE!

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia (www.isde.it) affiliato a International Society of Doctors for the Environment

fonte: http://www.nanodiagnostics.it

lunedì 14 gennaio 2008

Termovalizzatore: opportunità e guadagni

Un termovalorizzatore permette di ottenere energia elettrica (e spesso anche produzione di telerscaldamento per le case limitrofe) dalla combustione dei rifiuti. Spesso si sente il bisogno di confrontarli con i vecchi "inceneritori", ma nulla hanno in comune, ad iniziare dal fatto che i termovalorizzatori sono di nuova concezione e devono rispettare norme di emissione inquinante, oltre che a produrre energia. Vi riportiamo lo schema di funzionamento della centrale di Trezzo sull'Adda (MI): una buona opportunità anche per la Campania e Napoli, visti i molti soldi mal-investiti e le discariche a cielo aperto ancora presenti.

clicca per ingrandire

trezzo_schemaaltaris

1 - Arrivano i rifiuti
I rifiuti conferiti all’impianto vengono scaricati nella fossa attraverso il vano d’ingresso dell'edificio, tenuto in depressione, in modo da assicurare l'assenza di cattivi odori. Un carro-ponte alimenta il forno attraverso una tramoggia
2 - La combustione
Il forno è costituito da una griglia mobile su cui avviene la combustione. Comincia la trasformazione dei rifiuti in energia elettrica: in questa fase i gas di combustione caldi si muovono lungo un sistema chiuso e sigillato, controllato da un sistema elettronico di monitoraggio. I rifiuti rivoltati continuamente sono esposti ad una corrente d'aria forzata che mantiene viva la combustione. Un sistema computerizzato controlla il livello della temperatura: operazione molto importante affinché tutti i parametri di combustione siano mantenuti al massimo dell'efficienza.
3 - L’estrazione delle scorie
Insieme ai rifiuti, anche se frutto della raccolta differenziata, rimangono sostanze inerti (ad esempio, i metalli, il vetro, i sassi etc.) che non subiscono riduzioni durante la combustione. Queste cadono in una vasca piena d’acqua, posta al di sotto della griglia, dove, una volta spente e raffreddate, vengono estratte ed inviate presso opportuni impianti di smaltimento/recupero.
4 - Il vapore
I gas caldi generati dalla combustione portano ad ebollizione l'acqua contenuta nella caldaia, trasformandola in vapore.
5 - L’energia
Una turbina collegata a un alternatore trasforma in energia elettrica il vapore prodotto nella caldaia e l'energia elettrica generata è quindi immessa nella rete elettrica nazionale.
6 - Il trattamento dei fumi
I fumi, dopo aver ceduto il proprio calore per la generazione del vapore, vengono convogliati in un sistema di trattamento a più stadi che permette l'abbattimento delle sostanze inquinanti in essi contenute, consentendo l'assoluto rispetto dei limiti di legge.

Fonte: http://www.termotrezzo.it